Vendemmia 2016: struttura e longevità

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La raccolta è terminata, le vigne hanno cambiato colore dipingendo di giallo le nostre colline e per noi ormai è tempo di fare un bilancio.

Innanzitutto possiamo dire che la vendemmia di quest’anno è stata senza dubbio una delle più lunghe degli ultimi anni: partita il 5 settembre con la raccolta delle uve più precoci quali Sauvignon Blanc e Chardonay, si è protratta seguendo in modo regolare il calendario delle maturazioni delle diverse varietà fino a concludersi il 12 ottobre. Questo è stato possibile solo grazie all’ottimo andamento stagionale – temperature sopra le medie e rarissime piogge  –  e al costante controllo delle uve in pianta.

Il clima è stato come sempre il fattore fondamentale, l’elemento che più ha caratterizzato in maniera favorevole questa vendemmia: l’inverno mite e poco piovoso è stato infatti seguito e compensato da una primavera ricca di piogge e da un’estate che ha fatto registrare ottime escursioni termiche giornaliere. Questo andamento climatico ha favorito lo sviluppo vegetativo delle piante che ha richiesto solamente a fine estate leggeri interventi di diradamento prima e di defoliazione poi; queste operazioni hanno ristabilito sulla pianta il giusto equilibrio tra chioma e frutti e hanno garantito la corretta esposizione solare ai grappoli, soprattutto per le uve a bacca rossa.

A supporto della già favorevole annata e della grande esperienza del nostro team di lavoro, quest’anno è stata introdotta una nuova tecnologia, un selezionatore ottico di ultima generazione in grado di scegliere con la massima precisione e accuratezza solo gli acini migliori, perfettamente maturi. Questo lavoro certosino viene effettuato nella maniera meno invasiva possibile, usando vibrazioni e getti di aria compressa, così da non stressare gli acini. Una volta sgranati i grappoli gli acini vengono controllati da un lettore ottico e scelti in base alla forma, al colore e al relativo grado di maturazione. Solamente i migliori arrivano in cantina, perfettamente integri, pronti per la vinificazione. Questo strumento rappresenta pertanto l’anello di congiunzione tra vigneto e cantina, una seconda selezione molto efficace che segue quella a mano che viene fatta in prima battuta tra i filari. Questo importante investimento – siamo una delle sei aziende che in Italia possiedono questa macchina – sottolinea l’impegno che da sempre mettiamo nella ricerca di strumenti utili a garantire la massima qualità del prodotto nel pieno rispetto della natura.

Se da un lato però la natura può essere guidata dall’esperienza e preservata dalla tecnologia, dall’altra rimane il principale artefice della personalità dei vini, sottolineando in questo caso il grande potenziale dell’annata 2016. Nei vini bianchi ad esempio le buone escursioni termiche hanno favorito lo sviluppo e la conservazione di una componente aromatica molto fresca e fruttata oltre che un ottimo livello di acidità, garantendo così vini dalla buona struttura e longevità. Nei rossi invece i tratti distintivi saranno la grande concentrazione di antociani, il colore intenso e le note fresche e fruttate;  tannino e struttura si andranno ad equilibrare via via con l’affinamento.

Le premesse per un’ottima annata quindi ci sono tutte, ora non resta che aspettare che il tempo definisca i tratti inconfondibili dei nostri vini.