LIANO

L’eleganza e il carattere

Liano Sangiovese

Uno stile inconfondibile

Uno dei vini più rappresentativi della nostra azienda, un Sangiovese morbido ed elegante, di lunga intensità, armonico ed equilibrato.  Visione moderna del classico Sangiovese, Liano rappresenta Umberto Cesari nel mondo.

CLASSIFICAZIONE

Sangiovese Cabernet Sauvignon Rubicone IGT

UVE

70% Sangiovese Grosso, 30% Cabernet Sauvignon

GRADAZIONE ALCOLICA

13,5% vol.

INVECCHIAMENTO

18 mesi in botti di legno di Allier da 5,5 hl. infine affinamento per 6 mesi in bottiglia.

FORMATI DISPONIBILI

0.375 l.
0.750 l.
1.5 l. (Magnum)
3l. (Jéroboam)
9 L. (Salmanazar)

Podere Liano

IL PODERE
Liano è il prodotto delle vigne di Sangiovese Grosso che si estendono sulle colline dell’omonimo podere. Questi vigneti, di età media tra i 15 e i 20 anni, sono posti all’altitudine maggiore rispetto agli altri e posano su una terra argillosa che grazie alla particolarità del substrato favorisce la struttura dei vini rossi. Nel Podere Liano i vitigni godono di un’esposizione ideale, al sole dall’alba al tramonto.

I VITIGNI
Le uve coltivate nel Podere Liano sono Sangiovese, Sangiovese Grosso e Cabernet Sauvignon.

I VINI
I vini ottenuti dai vitigni di questo esteso podere sono oltre Liano, Yemula e Laurento.

 

Vintage

I primi mesi dell’anno sono stati tra i più piovosi e nevosi degli ultimi 50 anni. La primavera è stata fredda e anch’essa caratterizzata da forti precipitazioni, soprattutto nei mesi di aprile e maggio. La seconda decade di aprile ha segnato l’inizio della ripresa vegetativa, mentre la fioritura è avvenuta nella seconda decade di maggio. Dopo una breve parentesi calda nella seconda metà di giugno, si è registrato un nuovo crollo delle temperature e il ritorno delle piogge, che hanno  ritardato l’attività fisiologica delle piante. L’ultima decade di luglio e la prima di agosto hanno fatto registrare, invece, temperature attorno ai 40 gradi con una conseguente accelerazione dell’invaiatura.

Gli interventi agronomici sono stati molto importanti in questa annata: la scacchiatura, il diradamento e la defogliazione hanno fatto la differenza dal punto di vista qualitativo, come pure l’aver aspettato con pazienza il perfezionamento della maturazione procrastinando il più possibile la  vendemmia.

Liano 2013 è caratterizzato da un bel colore rosso di grande intensità e da un ottimo impatto olfattivo. Il naso è pulito, piacevole. Ottimi i sentori speziati di chiodo di garofano, cannella, pepe, che si accompagnano ad un frutto che ricorda frutti rossi e neri anche sotto spirito. Le note di tostato dolce tendenti al cioccolato e vaniglia amplificano ulteriormente il senso di armonia percepito al naso. Al palato colpiscono la grande eleganza e la morbidezza; il corpo è buono, il tannino è presente ma di giusta dolcezza. La sensazione minerale e la corretta acidità completano il tutto, sfociando in una piacevole persistenza.

L’annata 2012 è stata caratterizzata da precipitazioni scarsissime che si sono sommate alla già difficile situazione delle riserve idriche che derivava dall’annata precedente. A parte una nevicata eccezionale, l’anno è trascorso con rare precipitazioni, temperature estive che hanno superato i 35°C e vento caldo che ha aumentato notevolmente la traspirazione delle piante.

Le irrigazioni di soccorso hanno dato la possibilità di compensare in parte quella che era l’enorme perdita di acqua causata dalla traspirazione, pertanto si è dovuto intervenire con pesanti diradamenti per mantenere un elevato standard qualitativo delle uve, requisito indispensabile per ottenere grandi vini.

La vendemmia è cominciata già a metà di settembre per concludersi verso i primi di ottobre. Le uve si presentavano con acini piccoli e poco succosi,  con inevitabile penalizzazione della quantità di mosto prodotto, che però non peccava certo in concentrazione.

All’esame visivo Liano 2012 spicca per il bel colore, mentre al naso sorprende per intensità e persistenza. I ricordi erbacei che riportano alle erbe aromatiche lasciano spazio al frutto, declinato in tutte le sue fasi: dalla frutta rossa e nera ben matura, si passa a sfumature di frutta sotto spirito fino alla confettura. Ampia anche la gamma delle spezie: pepe nero, chiodi di garofano e cannella occupano la parte centrale del vino. Il palato è più dettagliato e preciso. Immediato il gradevole ritmo acido. Di buon corpo, teso e compatto con un tannino evidente ma ben distribuito.

Le precipitazioni invernali sono state relativamente scarse, ad eccezione di forti nevicate, non sufficienti a ripristinare completamente le riserve idriche. Maggio e giugno hanno avuto temperature regolari ma scarse precipitazioni, per cui si è arrivati ad affrontare una caldissima estate in debito di acqua. Settembre e ottobre hanno fatto registrare delle temperature straordinariamente alte.

Gli interventi di irrigazione localizzata e un importante diradamento sono state le uniche armi da mettere in campo per sopperire alle avversità di questa insolita annata. La vendemmia è stata una delle più brevi e anticipate: a fine settembre erano già entrate in cantina tutte le uve. I grappoli in questa vendemmia erano più piccoli della norma ma con una elevata concentrazione, elementi che si sono tradotti una bassa quantità di uva prodotta e soprattutto in una altrettanto bassa resa della stessa in vino.

Liano 2011 è sicuramente un vino di grande spessore e concentrazione, già percepibile dalla impenetrabilità del colore. Al naso, nel settore degli aromi fruttati, risultano ben identificabili prugna e ciliegia in confettura, a cui si accompagnano note speziate e tostate dolci a completare il bouquet. Al gusto Liano è caratterizzato da una struttura importante e da una morbidezza che ne facilita la beva, il tannino è ben levigato e sostenuto da una buona mineralità, complice di un’ottima persistenza.

La vendemmia 2010 è da catalogarsi tra le annate difficili. L’inverno freddo, con  abbondanti nevicate, ha ritardato l’epoca di germogliamento fin verso maggio, favorito da buone temperature primaverili che però non sono durate, causando un deficit termico da metà maggio a fine giugno che ha rallentato le fasi di sviluppo delle viti. Luglio ha fatto registrare un innalzamento repentino della temperatura. Pertanto, sommando i ritardi delle fasi iniziali con quelli legati al caldo di luglio, si è arrivati ad agosto con un ritardo stimato in circa 15 giorni, rispetto alle normali annate.

Grazie ad una leggera defogliazione e al diradamento, effettuato cercando di non esporre i grappoli al sole per evitare il fenomeno delle scottature, le piante hanno recuperato sulla tabella di marcia. Considerata la mancanza di omogeneità nella maturazione, anche all’interno di uno stesso appezzamento, si è rivelata fondamentale una raccolta scalare, quasi a macchia di leopardo, inseguendo le uve più mature.

Vista l’annata, Liano 2010 è senza dubbio meno potente di altre annate, ma ne guadagna in finezza. Alla vista si presenta di colore rosso intenso, il naso percepisce  sentori di frutti rossi freschi, che non vengono prevaricati dalle note di vaniglia e spezie derivate da un misurato uso del legno, che regala un prezioso tostato dolce. La finezza olfattiva trova riscontro anche al gusto. Grande eleganza ed equilibrio, tannini dolci, giusta acidità e buona sapidità conferiscono a questo vino anche una sorprendente lunghezza.

Il protrarsi dell’inverno ha riportato ad epoche più normali la fase di germogliamento. Maggio e giugno sono trascorsi con un clima normale, con alternanza di piogge e lunghi periodi di sereno, sfociati in un luglio dal tempo stabile e soleggiato: la risposta vegetativa delle viti è stata decisa e ha richiesto un buon lavoro sul verde. Visto il protrarsi di caldo e assenza di precipitazioni, si è reso necessario un diradamento all’inizio di agosto, per equilibrato perfettamente il rapporto superficie fogliare/frutti.

Piccoli interventi con irrigazioni di soccorso, in particolare nei vigneti che si trovavano nei terreni più esposti al sole, hanno permesso di arrivare alle porte della vendemmia con delle splendide uve. La raccolta, grazie al clima mite di inizio autunno, si è protratta fino alla prima metà di ottobre.

Liano 2009 è sicuramente una delle espressioni migliori della tipologia: colore intenso, impenetrabile, olfatto complesso in cui frutto, spezie, vaniglia e cioccolato trovano un equilibrio perfetto. Al gusto sorprendono le note di ciliegia sotto spirito e la frutta rossa ben amalgamata con il tostato dolce tipico dell’affinamento in legno.

L’inverno freddo e asciutto ha ritardato il germogliamento di circa una settimana. Le abbondanti piogge primaverili hanno dato una spinta vegetativa importante, aumentando notevolmente il lavoro di gestione del verde e creando difficoltà di allegagione, fatto che ha avuto un risvolto positivo, in quanto i grappoli si sono presentati più spargoli. Da giugno in avanti la stagione si è decisamente stabilizzata, con splendide giornate di sole. Le scarse riserve idriche, ereditate da un 2007 decisamente siccitoso, hanno richiesto irrigazioni di soccorso e diradamenti importanti per equilibrare le piante ed ottenere uva di grande qualità.

La vendemmia è partita con una settimana di ritardo rispetto all’annata precedente. Il 2008 ci ha donato uve di grande maturità e di conseguenza Liano  sorprende per il suo colore intenso ed impenetrabile, per la sua concentrazione olfattiva di frutti rossi maturi che bene si armonizzano con spezie e vaniglia. Al gusto il vino si presenta ricco, di grande complessità; la sua trama è elegante ed equilibrata grazie ad un buon rapporto tra acidità e morbidezza dei tannini. Sorprende la lunghezza.

Il 2007 resterà nella memoria per essere stato un anno caldo e siccitoso, sin dall’inverno, che trascorrendo mite e asciutto ha agevolato le operazioni di potatura. Le vigne erano così pronte per accogliere un forte anticipo di germogliamento (15-25 gg). Le viti sono partite bene, sfruttando le residue riserve di acqua del suolo, ma la perdurante assenza di precipitazioni e le alte temperature estive le hanno messe in difficoltà. Per cercare di sostenere una corretta maturazione delle uve si è dovuti intervenire con pesanti diradamenti e irrorazioni serali della chioma con acqua per rivitalizzare le foglie. La vendemmia è stata anticipata di 8-10 giorni rispetto alle normali annate, anche per evitare un eccessivo ribasso dell’acidità, concludendo un’annata difficile, ma al contempo di grande qualità.

La naturale concentrazione dei mosti ha inciso in maniera importante sulla caratterizzazione di  Liano 2007, che risulta infatti di un colore rosso impenetrabile, con bouquet ricco e intenso , che spazia dai frutti rossi ben maturi alle spezie più varie, il tutto amalgamato da vaniglia e cioccolato come nella più alta pralineria. In bocca è potente, ma la giusta trama acida e la setosità dei tannini creano armonia ed eleganza.

L’inverno ha fatto registrare poche precipitazioni e temperature miti. Le piogge sono arrivate abbondanti in primavera, contribuendo ad arricchire le riserve idriche e favorendo una buona ripresa vegetativa delle piante. La scacchiatura si è resa necessaria per regolarizzare l’equilibrio vegetativo delle piante ed effettuare una prima riduzione della produzione di uva.

Anche a giugno la situazione climatica ha reso necessario intervenire sul verde. Per Liano è stata fondamentale la scelta di un diradamento ad inizio agosto, per concentrare l’intera potenzialità produttiva su un quantitativo minore di uva, favorendo ed accelerando le fasi di maturazione ed accumulo.

Liano 2006 risulta quindi molto equilibrato, con un colore intenso, quasi impenetrabile, e un profilo olfattivo che si caratterizza per evidenti note di frutta rossa matura, ben contemperate a sensazioni di spezia e vaniglia derivanti dall’affinamento in legno. In bocca è ricco ed equilibrato, con una struttura importante che non maschera l’eleganza e la complessità.

Il 2005 verrà ricordato per il suo inverno rigido e caratterizzato da abbondanti nevicate. Le basse temperature si sono protratte fino alle porte della primavera, provocando un notevole ritardo nel germogliamento. Luglio e agosto sono stati abbastanza assolati ma con temperature contenute entro  i 30°C, ideali per una fotosintesi ottimale. La situazione primaverile-estiva ha favorito lo sviluppo vegetativo delle viti, richiedendo interventi di riequilibrio vegeto-produttivo: cimature, diradamento e defogliazione.

La maturazione delle uve con temperature così miti è stata lineare e progressiva, per cui Liano risulta essere di colore rosso intenso, con profumi ben espressi di frutti rossi, amalgamati a sentori di vaniglia conferiti dall’affinamento in legno, responsabile anche delle note di cioccolato e spezie. Il tannino vellutato ed elegante amplifica ulteriormente la persistenza gustativa.

Dopo due annate complesse il 2004 si presenta come un’annata decisamente buona, tra le migliori degli ultimi anni, molto vicina a quella del 1997. Le abbondanti precipitazioni dei mesi invernali hanno ripristinato le riserve idriche depauperate dall’estate 2003 ed hanno permesso una ripresa normale del ciclo vegetativo.

I mesi primaverili sono stati caratterizzati da precipitazioni frequenti accompagnate da temperature al di sotto della media stagionale che hanno determinato un ritardo nell’epoca di fioritura mentre nei mesi estivi non si sono registrate temperature torride. La situazione climatica molto favorevole di settembre ha premiato la scelta di posticipare la vendemmia permettendo alle uve di raggiungere un’ottima concentrazione.

Il risultato enologico di questa annata è senza dubbio di grande qualità, con un Liano caratterizzato da un colore rosso rubino intenso e, all’olfatto, da sentori di frutti di bosco, con particolare riferimento a mora e mirtillo. Al palato colpisce per la lunghezza e persistenza; grande l’armonia frutto-legno.

Annata calda e siccitosa, che di riflesso ha portato ad avere vini rossi molto intensi, di buona concentrazione ed elevato grado alcolico.

La primavera mite ha favorevolmente sostenuto germogliamento e fioritura, poi il lungo stazionamento dell’alta pressione ha fatto registrare temperature sopra la media stagionale in tutto il centro nord. Queste hanno stimolato i processi fisiologici di accumulo degli zuccheri, anticipando l’epoca di raccolta di circa 20 giorni. A settembre alcune piogge hanno aiutato le viti ad uscire dallo stato di pesante stress in cui si trovavano, permettendo un leggero riallineamento tra maturità della polpa e della buccia, a favore del risultato qualitativo in termini di vino.

Il Liano 2003 presenta inevitabilmente concentrazione elevata e acidità tendenzialmente bassa, che si traducono in una grande morbidezza gustativa e rotondità. I tannini sono maturi, presenti in maniera importante ma con un’astringenza moderata.

Qualcuno lo definisce “annus horribilis” per i rossi di Romagna, ma la corretta gestione agronomica delle vigne ha dato risultati sorprendenti. Il favorevole avvio di stagione lasciava presagire una buona estate, ma le previsioni sono state sconfessate da abbondanti precipitazioni che a partire da metà luglio si sono abbattute su tutta la regione.

L’andamento stagionale non ha favorito i processi di maturazione e di accumulo, ma diradamenti decisi e altrettanto pesanti defogliazioni nella fascia dei grappoli hanno permesso di portare in cantina uve sane e ben mature.

Liano 2002 si caratterizza per un colore rosso rubino intenso, profumi fruttati, complessi, in cui spiccano la mora e il ribes. Al palato la prima impressione è sicuramente eleganza ed equilibrio, i tannini sono ben arrotondati, la loro leggera percezione contribuisce a conferire a questo vino la lunghezza e la persistenza che lo contraddistinguono.

L’inverno ha consentito il ripristino della dotazione idrica del suolo e la primavera ha accompagnato una regolare ripresa vegetativa. L’estate asciutta ha ridotto sensibilmente l’incidenza delle principali malattie e di conseguenza il numero dei trattamenti fitosanitari. L’agosto caldo ha inciso sulla concentrazione del succo negli acini, riducendo la resa uva-vino.

Le piogge del mese di settembre hanno riequilibrato il succo all’interno degli acini e mitigato le temperature, favorendo, con l’escursione termica giorno-notte, una buona maturazione di aromi e tannini.

Per questa annata il vino si presenta di buona complessità aromatica, con sentori di frutta matura e spezie che ben si sposano con le note tipiche dell’affinamento in legno. I tannini sono decisi e delicati allo stesso tempo, tanto da conferire a questo vino longevità ed eleganza.

Le prime fasi del ciclo vegetativo della vite si sono svolte con regolarità, complici le ottime temperature primaverili accompagnate da altrettanto ottime riserve idriche. Sicuramente favorevole l’estate asciutta, che ha richiesto pochi interventi al verde, e le provvidenziali brevi piogge di inizio settembre, che hanno reidratato le uve agevolando le ultime fasi della maturazione dei vitigni tardivi, con positivi effetti sui tannini.

Liano 2000 è un vino di grande spessore ed eleganza. All’analisi visiva colpisce per l’intensità del colore, quasi impenetrabile, mentre nella fase olfattiva si percepisce un fruttato maturo, quasi di confettura, ben armonizzato ai sentori impressi dal legno, ma prevalente. Al gusto colpisce per la struttura importante, ma non aggressiva grazie alla morbidezza dei tannini, che sostengono un finale lungo e persistente.

Estate calda ma senza eccessi e piogge a fine agosto-inizio settembre: niente di meglio per vitigni a maturazione tardiva come Sangiovese e Cabernet Sauvignon. L’inverno ha favorito la costituzione di buone riserve idriche e il corretto decorso primaverile ha agevolato un buon germogliamento. Le temperature estive non hanno stressato le chiome che hanno assecondato il corretto trasferimento del nutrimento ai grappoli, anticipando leggermente l’invaiatura. Le piogge di fine agosto hanno fatto propendere per un precauzionale contenimento della produzione, onde favorire la contemporaneità di maturazione di buccia e polpa.

Per questa annata il vino si presenta di colore rosso intenso, ricco, caratterizzato da una sensazione olfattiva complessa: al fruttato prevalente si accompagna un’ampia nota balsamica che porta ad un finale leggermente speziato. Ottima la struttura, con tannini non prevaricanti, ampio al palato, con un finale lungo e persistente.

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La tecnica e la precisione di Aston Martin incontrano la ricercatezza e la qualità di Liano per creare un'esperienza unica all'insegna dell'eleganza.

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